Dall’inizio alla fine…

Dal diario di Sascha

Gran finale per il viaggio in India: la nostra auto è andata a trovare le sue sorelle.

Circa cento persone ci hanno accolto all’arrivo al quartier generale indiano di Mercedes (dipartimento R&D).

La maggior parte degli impiegati sono rimasti a bocca aperta, quando abbiamo raccontato che la “loro” auto, equipaggiata con cuscinetti igus®, sta compiendo il giro del mondo.

Abbiamo visitato Mercedes di ritorno da Chennai, uno degli hub del settore automotive sulla costa est dell’India, nel corso della nostra ultima tappa nel paese. Immaginate di essere in una sauna in cui qualche milione di persone è al lavoro, con un’umidità del 100%. Ecco, ora avete un’idea approssimativa di come è Chennai.

Partendo da Bangalore alle cinque del mattino abbiamo avuto modo di guidare per cinque ore, di visitare alcuni clienti e di trovare qualche località fotogenica. In quest’ultimo viaggio mi sono preso un po’ di tempo libero e ho potuto visitare qualche bel posto.

Su una collina che domina l’intera città si trova una cattedrale. Circa duecento metri sotto la piazza che la ospita, da cui si ha una visuale incredibile della città e dell’aeroporto, c’è un posteggio, l’ultimo posto raggiungibile in auto, e per andare oltre bisogna avere un permesso speciale.
Abbiamo raggiunto perciò una chiesa alcuni chilometri più a sud, dove abbiamo incontrato il sacerdote che la gestisce. Il Reverendo Aeja lavora a stretto contatto con make a difference, un network di volontari che riceverà cento rupie per ogni chilometro che percorriamo. Non molto interessato ai cuscinetti in tecnopolimero, ma felice di sapere di come colleghiamo il nostro viaggio all’aiuto ai più piccoli, non solo ci ha dato il permesso di salire in auto fino alla cattedrale, ma ci ha anche accompagnato.

Il giorno dopo ci siamo svegliati nuovamente alle cinque. Essendo sulla costa est, volevamo prendere al volo l’occasione di fare una foto al sorgere del sole con iglidur®.

Sfortunatamente non abbiamo potuto portare l’auto abbastanza vicina all’acqua nel posto in cui ci trovavamo, e quindi abbiamo deciso di proseguire alcuni chilometri a ovest di Chennai, dove abbiamo visitato un piccolo villaggio di pescatori già pieno di vita a quell’ora del mattino.

E così abbiamo avuto l’occasione di dimostrare che i nostri cuscinetti possono resistere a caldo e umidità ma anche alla sabbia e all’acqua salata.

Era ancora molto presto quando siamo partiti per il secondo viaggio della giornata, in cerca di qualche zona tropicale. Un collega ci ha parlato di una collina da cui si poteva godere una vista straordinaria. All’inizio avevamo pensato di fermarci laggiù solo per qualche ora, ma poi il traffico l’ha avuta vinta: ci siamo fermati per la notte in albergo, e ne è valsa la pena.

Quasi non ci credo, che il nostro viaggio in India è già finito. Le ultime cinque settimane sono passate velocissime, e ora è arrivato il momento di salutare questo straordinario paese. Sull’aereo per la Germania ero seduto vicino a un uomo che è già stato in India cinque volte. Quando gli avevo chiesto del motivo, mi ha risposto con una sola frase: “Se vieni in India, ci torni per forza!”

Sono d’accordo. Tornerò di sicuro per ritrovare tutti gli amici che ho conosciuto qui, e per esplorare meglio questo paese, incredible India!

La prossima volta che vi scriverò sarò in Cina. Per ora mi prendo qualche giorno di pausa e vi saluto. Ci vediamo a Shanghai!

Il vostro Sascha

Pune-Bangalore (4000km)

Dal diario di Sascha

Ci troviamo al momento a Bangalore, dove ha sede igus® India. Siamo arrivati qui direttamente da Pune, percorrendo la strada più lunga finora, e in tutto ci abbiamo impiegato 17 ore.

Bangalore è la capitale dello stato di Karnataka, con i suoi 8,4 milioni di abitanti la terza città più popolosa dell’India (dopo Delhi e Bombay), ed è considerata la Silicon Valley del paese. Nonostante si trovi più a sud di Pune, il clima qui è più fresco (si raggiungono i 30 gradi, e il sole è sufficientemente forte da permettere qualche bella insolazione!).
Il giorno successivo al nostro arrivo era un sabato, quindi abbiamo deciso di prendercela un po’ comoda collezionando solo cinque visite a vari clienti, tra cui Dynaspede.

Questa azienda produce componenti elettromeccanici e macchine per industrie di vari tipi. Abbiamo avuto la possibilità di vedere una macchina per il test dei motori disegnata per un importante produttore di auto indiano. Questa macchina permette di analizzare le performance dei motori.

Una delle esigenze a cui rispondere è quella del fissaggio e della movimentazione dei motori, e per questo i motori vengono fissati su alberi con boccole. In passato le boccole usate erano di THK, un’azienda giapponese, ma dati i problemi incontrati con i graffi che segnavano gli alberi, hanno dovuto cambiare. I segni si presentavano a causa dell’eccessiva frizione tra albero e cuscinetto, e per diminuire il problema era necessario procedere a continue lubrificazioni e usare alberi più duri. In seguito i manicotti sono stati sostituiti con i nostri drylin® R FJUM-01-30 flangiati (se volete vedere un’immagine di questo prodotto cliccate qui: drylin® R flangiati).

Oggi igus® fornisce all’azienda sia alberi che manicotti, e questo ha permesso di diminuire il lavoro amministrativo correlato, e di conseguenza i costi di gestione. Date le caratteristiche di autolubrificazione dei nostri prodotti siamo riusciti a risolvere anche i problemi di segnatura delle barre. In questo modo anche il sovrapprezzo per l’acquisto di barre in materiali speciali e le procedure e i costi di lubrificazione sono evitati.

Nella foto è possibile vedere un albero collegato alla leva del cambio del motore e guidato da iglidur® J, caratterizzato da bassa usura e bassi coefficienti di attrito.

Abbiamo anche potuto vedere alcune nostre e-chain® utilizzate per la guida e la protezione di cavi in movimento: la maggior parte delle loro macchine sono equipaggiate con questi nostri prodotti.

Gli ultimi giorni sono stati completamente dedicati ai nostri clienti, e abbiamo percorso davvero tanti chilometri: ne abbiamo fatti almeno altri 1000, visitando 25 aziende grandi e piccole. Ieri ho fatto un rapido calcolo della strada percorsa: sono circa 4000! E dovremo fare all’incirca altri 700 chilometri per arrivare a Chennai, l’altra capitale automobilistica dell’India.
E’ anche per questo che non posso dirvi molto su questa parte del viaggio. Nessuna spiaggia, né deserti o foreste tropicali, ma semplicemente autostrade in ottime condizioni. E non posso dirvi molto nemmeno di Bangalore, se non che sembra una città bella e moderna.

Nei prossimi giorni vi racconterò di più riguardo al viaggio: avremo un po’ di tempo libero a Chennai, e potremo scoprire la città e visitare alcune località turistiche.
Come sempre vi terrò aggiornati,

il vostro Sascha

Daman – Bombay – Pune

Dal diario di Sascha

Di cliente in cliente, dal deserto vicino a Pushkar alle spiagge di Daman. Abbiamo già percorso circa 1700km da nord a sud, e ho l’impressione che ogni 100 chilometri il cibo cambi. A dirla tutta, non so bene cosa sto mangiando (non importa finchè lo mangiano anche i miei colleghi ed è buono. Ed è tutto veramente buono!). C’è una varietà così ampia di cibi, che ogni giorno mi trovo nel piatto qualcosa di diverso, o almeno questa è la mia impressione… E assieme ai piatti, anche i linguaggi cambiano ogni qualche centinaio di chilometri. Non parlo di accenti, ma del fatto che il mio collega di Delhi non è in grado di capire la gente che abita qualche centinaio di chilometri più a sud. Scendendo nel subcontinente stiamo sperimentando grandi cambiamenti nella fauna e nel clima. Prima più secco (certo, eravamo vicini al deserto) e poi tropicale, con palme che spuntano dappertutto e moltissimo verde.

Al momento stiamo andando a conoscere un cliente a Pune, il distretto automobilistico per eccellenza dell’India, oltre che uno dei centri educativi più importanti del paese. L’Università di Pune ha il secondo maggior numero di facoltà in India, 811 in totale. Sì, 811! Secondo Wikipedia, stiamo parlando di quasi 500.000 studenti. Per avere un’idea dell’ordine di grandezza, in Germania ci sono circa 2500000 studenti (2012/2013)! Pune è famosa in particolare per le sue facoltà di ingegneria, ed è anche per questo che i maggiori produttori di automobili hanno stabilimenti qui: Mercedes, Tata, VW… A proposito, voglio suggerire a Mercedes di lanciare il modello di auto che stiamo usando anche qui in India. In tantissimi ci hanno chiesto il prezzo dell’auto e si sono offerti di comprarla. Ho sempre l’impressione di essere una specie di trend setter, e che presto tutti qui avranno una piccola auto arancione.

Ok, ora parliamo degli ultimi giorni, e vi voglio raccontare ancora di uno dei nostri clienti che si trovava dalle parti di Ahmedabad. Non scriverò molto, questa volta, perché ho molti bei video da mostrarvi.

L’azienda si chiama PWS, ed ha 100 anni di storia. Con i suoi circa 100 impiegati è un’azienda di medie dimensioni, ma nonostante questo è leader nel mercato delle macchine per gelati. Lasciata Ahmedabad, la troviamo nei sobborghi, accanto ad un hotel a cinque stelle. Da una prima impressione è difficile immaginare che una compagnia hi-tech come questa stia dentro al vecchio edificio che ci troviamo davanti.

Lavorando nell’industria alimentare, i prodotti utilizzati per la fabbricazione devono essere tutti anti-corrosione, e dato che le macchine devono essere pulite con regolarità, devono essere resistenti a prodotti chimici.
igus fornisce per questo i manicotti con sede in acciaio inox RJUM (se non avete idea di cosa sto parlando, date un’occhiata a questa pagina: http://www.igus.it/wpck/3404/RJUM_01_ES), che si sono dimostrati perfetti per rispondere alle esigenze di resistenza alla corrosione e agli agenti chimici. Un altro vantaggio che presentano è quello di essere facili da montare e privi di manutenzione. Ne parla così il signor Nishit, direttore di PWS:

In queste macchine i manicotti JUM permettono il movimento verticale per lo spostamento dei contenitori. Ecco qui qualche spiegazione:

Da Ahmedabad abbiamo poi preso l’autostrada per Daman, percorrendo in totale 400km in un tempo che sembrava infinito a causa del traffico trovato lungo il percorso. E’ stato un passaggio importante per me, perché segnava la metà del nostro viaggio in India. Il giorno dopo, una domenica, l’abbiamo usato per fare qualche foto e video sulla spiaggia.

Alla spiaggia ci siamo separati per trovare qualche scenario fotogenico.

Ma di ritorno dai miei colleghi, mi sono trovato di fronte ad una scena stranissima: uno dei nostri autisti aveva avuto la pessima idea di parcheggiare la sua auto (a proposito, le Innova sono auto molto grandi) non sulla strada ma sulla sabbia. Come si fa a tirare un’auto del peso di varie tonnellate fuori dalla sabbia? Solo unendo le forze!

Dopo vari tentativi ce l’abbiamo fatta! Abbiamo potuto liberare la nostra auto pilota e continuare il viaggio.

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La tappa successiva è stata a Bombay. Lungo il tragitto abbiamo incontrato paesaggi incredibili. Un’autostrada modernissima ci ha condotto attraverso steppe, giungle tropicali con montagne sullo sfondo e villaggi tradizionali accanto alla strada. Semplicemente fantastico.

Ma ci siamo fermati a Bombay troppo poco. La maggior parte degli europei conoscono questa città solo grazie al famoso film “The Millionaire”. Purtroppo non ho avuto tempo di girare la città: siamo arrivati in città molto tardi e il giorno dopo siamo dovuti partire subito per Pune. Ma a prima vista mi è sembrata una città nel pieno della sua crescita economica, piena di edifici moderni e grattacieli. In seguito ho saputo che Bombay è la città più importante dell’India dal punto di vista economico.

Sto scrivendo questo post da Pune. Domani viaggeremo fino a Bangalore per 800km, e questa sarà la fine del viaggio. Da lì andremo solo a Chennai, e poi il ritorno.

Come al solito vi terrò aggiornati!
Il vostro Sascha

Nel deserto, verso Jaipur

Oggi voglio parlarvi di due argomenti diversi: di come si comporta iglidur® nel deserto, e di un partecipante al concorso MANUS contento del nostro supporto e dei nostri prodotti.
Lasciate che vi presenti uno dei nostri clienti di Ahmedabad, città che con i suoi 5 milioni di abitanti è la più grande del Gujarat. In una via piccola e trafficata di questa grande città si trova EEWA Engineering, azienda a conduzione familiare.
EEWA Engineering, fondata nel 1947, impiega circa 20 persone. L’azienda è specializzata nella produzione di macchine su misura per il packaging e il confezionamento che vengono vendute in tutto il mondo. Hanno acquistato parti igus® per decenni, ma sono diventati nostri clienti abituali circa due anni fa.

All’epoca il signor Prakas, CEO di EEWA, ci chiese aiuto nel miglioramento di una macchina che stava costruendo. Il problema? L’eccessivo peso. Durante la prima visita un nostro tecnico spese mezza giornata in sua compagnia per dargli consulenza e studiare il progetto in sede scoprendo quali parti potevano essere sostituite con prodotti igus® per ridurre il peso.
Il signor Prakash rimase molto colpito dall’impegno dimostrato, e da allora è un nostro cliente regolare.

Su suggerimento del nostro responsabile commerciale ha anche partecipato al nostro concorso MANUS, che premia le applicazioni più innovative che usano boccole in plastica, nel 2013.
La sua azienda ha preso parte alla competizione con una macchina per la stampa a caldo che usa guide lineari SLW, iglidur® N e iglidur®W, con quest’ultima che è usata per muovere lo stampo in verticale circa 30 volte al minuto.

I prodotti che devono essere stampati variano in dimensioni, e la guida lineare SLW permette di aggiustare facilmente l’altezza dello stampo.

Inoltre drylin® rende possibile la movimentazione del piano di appoggio in base alla posizione richiesta per la stampa e alle dimensioni del prodotto. drylin® permette di aggiustare il piano di appoggio in due direzioni.

Durante il processo di stampa i nostri prodotti entrano in contatto con vari elementi chimici. Per questo il signor Prakash non aveva bisogno solamente di componenti leggeri e di facile montaggio, ma che presentassero buone caratteristiche di resistenza. In tutto sono state equipaggiate 20 macchine con parti igus®, e la mia impressione è che molte altre ne seguiranno. Da parte sua, lui è così contento dei prodotti igus® che ci ha suggerito di ampliare il nostro business. Guardate qui sotto! 🙂

A proposito: se il signor Prakash sta leggendo questo articolo vorrei ringraziarlo ancora per la gentilissima ospitalità, per il delizioso tè e per l’aiuto durante l’intervista.

Ma ora torniamo indietro di un centinaio di chilometri. Lasciamo la verde Ahmedabad, con i suoi innumerevoli parchi e centri commerciali. Lasciamo la parte moderna dell’India e andiamo verso quella più rurale, in particolare a Pushkar. Esploriamo il deserto indiano!

La nostra auto corre su strade polverose e piene di buche, ma i nostri prodotti fanno un’ottima figura, e sicuramente ne escono meglio di me: ho dimenticato di mettere la crema solare, e questo è un grave errore nel deserto. In ogni caso vedere il cambio graduale di paesaggio è impressionante, e ci si accorge di essere in un ambiente diverso anche dal fatto che aumentano i cammelli che portano merci al fianco di auto e camion.
In realtà non posso dire molto altro riguardo la parte di deserto che ho visitato. Molto meglio lasciar parlare le immagini.


Sulla strada del ritorno attraversiamo un’area dove vedo più scimmie di quante ne abbia mai viste prima. Su un albero ci sono più scimmie che foglie, e chiedo al mio collega di parcheggiare là vicino per fare qualche foto, ma lui suggerisce di non farlo: a quanto pare questi animali possono essere piuttosto aggressivi, e rischiamo che la nostra auto sia attaccata.

Scrivo questo post mentre ci dirigiamo a Daman, che si trova sulla costa a circa 150km a nord di Bombay. Abbiamo organizzato una serie di visite laggiù. Sulla strada, però, dobbiamo lasciare indietro una delle nostre auto di scorta. L’autista ha dimenticato di fare benzina, e ora è bloccato da qualche parte sull’autostrada! Ho come l’impressione che anche questa saà una lunga giornata…

In ogni modo ve lo farò sapere presto!
Il vostro Sascha

Una meraviglia del mondo da vicino, ma non troppo…

La iglidur car ha appena raggiunto una delle 7 meraviglie del mondo. Si trova ad Agra, in India, ed è il Taj Mahal. Abbiamo provato in tutti i modi ad avvicinarci un po’ di più al bellissimo monumento, ma non è stato per nulla semplice.

Con l’aiuto di alcuni passanti ecco il meglio che siamo riusciti a fare:

E’ un peccato non essere riusciti a prendere una foto ricordo un po’ migliore di questa. E allora abbiamo pensato di aggiungerne un altro paio di questa giornata:

Si parte! Delhi – Agra – Jaipur (500km)

Dal diario di Sascha

Che giornata!
Il nostro viaggio attraverso l’India è finalmente partito e già il primo giorno è stato pieno di sorprese. Abbiamo provato la nostra auto su un terreno difficoltoso, abbiamo visto il Taj Mahal e pure Jaipur, la città rosa, in notturna!

Cominciamo dal principio. La nostra prima tappa è stata al Taj Mahal, perchè ci sarebbe piaciuto fare una foto della nostra macchina con uno sfondo così maestoso. Il Taj Mahal è un monumento nella lista dei patrimoni dell’umanità UNESCO, ed uno dei simboli dell’India: tutti lo conoscono! Si trova ad Agra, circa 200km a sud di Delhi.
Mi sono già abituato al traffico pazzesco di qui, ed entrare in un’autostrada completamente sgombra di auto è stato sorprendente. E tra l’altro la strada era davvero in ottime condizioni, migliori di quelle di alcune autostrade tedesche (e lo stesso si può dire per le metropolitane!). Ovviamente qui c’è molta più gente in metropolitana, ma le linee sono davvero moderne: le città indiane cercano di risolvere i problemi di traffico investendo moltissimo in infrastrutture.

Ma torniamo alla descrizione del viaggio. L’autostrada non era solo sgombra, ma anche circondata da un bellissimo paesaggio. Campi verdi a perdita d’occhio circondavano piccole fattorie di legno. Sarebbe stato difficile non godersi il viaggio, che si è svolto perfettamente fino al nostro arrivo ad Agra.

Le auto che usiamo come supporto per il viaggio sono veicoli commerciali, e quindi dobbiamo pagare delle tasse di transito in ciascuno stato che attraversiamo. Quando si cambia stato, bisogna cercare l’ufficio per il pagamento della tassa. Proprio mentre lo stavamo cercando siamo stati fermati dalla polizia, ed è risultato alla fine che, nonostante la marea di carte e documenti mostrati agli ufficiali, dovevamo pagare una multa. Con qualche minuto di ritardo siamo ripartiti per Agra, dove abbiamo incontrato il primo problema del viaggio. Sapevamo già che non era possibile avvicinarsi a meno di un chilometro dal monumento, e per questo avevamo cercato in anticipo un altro posto dove fermarci e fare la famosa foto. Arrivati sul posto, però, abbiamo scoperto che la strada per raggiungere il punto panoramico era chiusa. Io e il mio collega abbiamo così deciso di dividerci per trovare una soluzione. Mentre lui cercava aiuto dagli abitanti della zona, io cercavo altre strade. Alla fine abbiamo scoperto un posto con una buona visuale: non buona come ci aspettavamo, ma certo meglio di niente!

La tappa successiva è stata a Jaipur, la città dove ogni edificio è colorato in rosa. Jaipur è la capitale del Rajasthan, e con i suoi soli 250000 abitanti è sorprendentemente piccola, per gli standard indiani. Nel tragitto da Agra a Jaipur, lungo 250km, abbiamo attraversato l’India rurale. Abbiamo deciso di uscire dalla strada principale per fare qualche bella foto e ci siamo trovati di fronte a degli spettacoli incredibili. Roj (è il nome in hindi per i cervi) correvano per i campi, in mezzo a contadini intenti al lavoro. Due di loro, accompagnati da un bel gruppo di bambini, ci hanno raggiunto: persone davvero amichevoli e curiose, in particolare i più piccoli, ci hanno fatto un sacco di domande sulla nostra provenienza, il viaggio, il mio nome…The next stop on our journey was Jaipur, the pink city where every building is colored in pink. It is the capital city of the state Rajastan and with 250000 inhabitants kind of small. The way to Jaipur was about 250km. Once we left Agra, we kind of entered rural India. For some nice pictures we went off from the conventional road and took a way along fields. It was incredible, on the fields we could see Roj (I just know the word in Hindi, it is a type of deer) that were running within the fields while farmer were working there. Two of them and a bunch of kids came along to welcome us. Really friendly and curious people, in particular the children. They kind of nicely interrogated me, asking me about my name, where I´m from, what am I doing here etc.

Questo viaggio tra i campi era in programma, ma in seguito ci siamo trovati a guidare in fuoristrada completamente al di fuori dei nostri piani: abbiamo deciso all’ultimo di raggiungere un forte, prima di andare in albergo, e abbiamo preso una strada diversa rispetto a quella inizialmente decisa.

E’ stato davvero molto bello. Era così buio che dopo esserci immessi su una strada sterrata con buche dappertutto non riuscivamo a vedere a un palmo dal nostro naso. Per la prima volta, così, abbiamo potuto testare i limiti della nostra auto: tutto è andato bene. Ovviamente i nostri cuscinetti sono fatti per occasioni come questa, ma anche la city car si è comportata niente male.
Finalmente, dopo una giornata lunga ma eccitante, siamo arrivati al forte, e poi in albergo.

Scrivo questo articolo sulla strada per Ajmir, e sono curioso di vedere cosa il nostro viaggio ha in serbo per noi. Ve lo racconterò presto!
Il vostro Sascha