Si parte! Delhi – Agra – Jaipur (500km)

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Dal diario di Sascha

Che giornata!
Il nostro viaggio attraverso l’India è finalmente partito e già il primo giorno è stato pieno di sorprese. Abbiamo provato la nostra auto su un terreno difficoltoso, abbiamo visto il Taj Mahal e pure Jaipur, la città rosa, in notturna!

Cominciamo dal principio. La nostra prima tappa è stata al Taj Mahal, perchè ci sarebbe piaciuto fare una foto della nostra macchina con uno sfondo così maestoso. Il Taj Mahal è un monumento nella lista dei patrimoni dell’umanità UNESCO, ed uno dei simboli dell’India: tutti lo conoscono! Si trova ad Agra, circa 200km a sud di Delhi.
Mi sono già abituato al traffico pazzesco di qui, ed entrare in un’autostrada completamente sgombra di auto è stato sorprendente. E tra l’altro la strada era davvero in ottime condizioni, migliori di quelle di alcune autostrade tedesche (e lo stesso si può dire per le metropolitane!). Ovviamente qui c’è molta più gente in metropolitana, ma le linee sono davvero moderne: le città indiane cercano di risolvere i problemi di traffico investendo moltissimo in infrastrutture.

Ma torniamo alla descrizione del viaggio. L’autostrada non era solo sgombra, ma anche circondata da un bellissimo paesaggio. Campi verdi a perdita d’occhio circondavano piccole fattorie di legno. Sarebbe stato difficile non godersi il viaggio, che si è svolto perfettamente fino al nostro arrivo ad Agra.

Le auto che usiamo come supporto per il viaggio sono veicoli commerciali, e quindi dobbiamo pagare delle tasse di transito in ciascuno stato che attraversiamo. Quando si cambia stato, bisogna cercare l’ufficio per il pagamento della tassa. Proprio mentre lo stavamo cercando siamo stati fermati dalla polizia, ed è risultato alla fine che, nonostante la marea di carte e documenti mostrati agli ufficiali, dovevamo pagare una multa. Con qualche minuto di ritardo siamo ripartiti per Agra, dove abbiamo incontrato il primo problema del viaggio. Sapevamo già che non era possibile avvicinarsi a meno di un chilometro dal monumento, e per questo avevamo cercato in anticipo un altro posto dove fermarci e fare la famosa foto. Arrivati sul posto, però, abbiamo scoperto che la strada per raggiungere il punto panoramico era chiusa. Io e il mio collega abbiamo così deciso di dividerci per trovare una soluzione. Mentre lui cercava aiuto dagli abitanti della zona, io cercavo altre strade. Alla fine abbiamo scoperto un posto con una buona visuale: non buona come ci aspettavamo, ma certo meglio di niente!

La tappa successiva è stata a Jaipur, la città dove ogni edificio è colorato in rosa. Jaipur è la capitale del Rajasthan, e con i suoi soli 250000 abitanti è sorprendentemente piccola, per gli standard indiani. Nel tragitto da Agra a Jaipur, lungo 250km, abbiamo attraversato l’India rurale. Abbiamo deciso di uscire dalla strada principale per fare qualche bella foto e ci siamo trovati di fronte a degli spettacoli incredibili. Roj (è il nome in hindi per i cervi) correvano per i campi, in mezzo a contadini intenti al lavoro. Due di loro, accompagnati da un bel gruppo di bambini, ci hanno raggiunto: persone davvero amichevoli e curiose, in particolare i più piccoli, ci hanno fatto un sacco di domande sulla nostra provenienza, il viaggio, il mio nome…The next stop on our journey was Jaipur, the pink city where every building is colored in pink. It is the capital city of the state Rajastan and with 250000 inhabitants kind of small. The way to Jaipur was about 250km. Once we left Agra, we kind of entered rural India. For some nice pictures we went off from the conventional road and took a way along fields. It was incredible, on the fields we could see Roj (I just know the word in Hindi, it is a type of deer) that were running within the fields while farmer were working there. Two of them and a bunch of kids came along to welcome us. Really friendly and curious people, in particular the children. They kind of nicely interrogated me, asking me about my name, where I´m from, what am I doing here etc.

Questo viaggio tra i campi era in programma, ma in seguito ci siamo trovati a guidare in fuoristrada completamente al di fuori dei nostri piani: abbiamo deciso all’ultimo di raggiungere un forte, prima di andare in albergo, e abbiamo preso una strada diversa rispetto a quella inizialmente decisa.

E’ stato davvero molto bello. Era così buio che dopo esserci immessi su una strada sterrata con buche dappertutto non riuscivamo a vedere a un palmo dal nostro naso. Per la prima volta, così, abbiamo potuto testare i limiti della nostra auto: tutto è andato bene. Ovviamente i nostri cuscinetti sono fatti per occasioni come questa, ma anche la city car si è comportata niente male.
Finalmente, dopo una giornata lunga ma eccitante, siamo arrivati al forte, e poi in albergo.

Scrivo questo articolo sulla strada per Ajmir, e sono curioso di vedere cosa il nostro viaggio ha in serbo per noi. Ve lo racconterò presto!
Il vostro Sascha