Ciao Giappone!

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dal diario di Sascha

Nelle ultime tre settimane abbiamo esplorato buona parte del Giappone. Abbiamo percorso 1300km verso sud, raggiungendo il monte Aso, il più grande vulcano attivo dello stato. Da lì siamo risaliti verso nord per altri 1700km. Se a questo si aggiungono i vari piccoli spostamenti che abbiamo compiuto, si arriva alla cifra di 5200km, e le nostre boccole sono riuscite a sostenere tutta questa strada facilmente, così come non hanno avuto problemi a percorrere i precedenti 17000km.
Andando a nord abbiamo attraversato la prefettura di Miyagi, una zona a nord di Tokyo che è tristemente balzata agli onori delle cronache nei giorni dello tsunami del 2011, quando l’80% degli edifici è stato distrutto. Tra le città colpite c’era anche Ishinomaki.

La linea bianca indica l’altezza raggiunta dall’onda di tsunami.

Molto è stato fatto in questi tre anni: sono state costruite nuove case, e tutti i detriti portati dalla marea sono stati rimossi.

Il cartello indica che questa casa può sopportare un’eventuale onda di tsunami, e che in caso di emergenza la popolazione può salire sul tetto ed essere relativamente al sicuro.

La vita continua, e a prima vista non si nota molto il fatto che questa città sia risorta dalle sue ceneri, ma se conosci tutta la storia puoi notare alcuni segni dello tsunami. Grandi parti del tessuto urbano sono completamente abbandonate, ed alcune delle case non ospitano più i loro antichi abitanti.

Molti abitanti della città non sono più tornati, così come i lavoratori, perchè parecchie fabbriche distrutte dal disastro non sono state ricostruite, e così in molti non solo hanno perso le loro case, ma anche il lavoro. Alcuni abitanti stanno abitando ancora oggi in case temporanee, spesso troppo piccole per fornire privacy sufficiente.
La fondazione Hatachi aiuta in particolare i bambini, forse i più colpiti dalle conseguenze dello tsunami. Hatachi in giapponese significa ” di venti anni”. Questa associazione si occupa di accompagnare i più piccoli fino all’età di 20 anni, quando saranno ufficialmente adulti, e raggruppa al suo interno un’altra serie di associazioni, ciascuna delle quali è specializzata in un particolare aspetto dell’aiuto ai bambini. Una di queste è la “Chance for Children Foundation” (CFC), che si focalizza sull’educazione.

igus Giappone sosterrà il lavoro di questo gruppo donando un euro per ciascuno dei chilometri percorsi.

Il denaro verrà usato, per esempio, per attrezzare delle aule studio in cui i bambini potranno imparare, giocare o semplicemente trovarsi tutti assieme per fare i compiti. A ciascun bambino verrà inoltre dato un “education-voucher”, con cui potranno comprare lezioni di attività sportive e visite guidate presso musei.

Anche questo viaggio è arrivato alla sua conclusione. Voglio usare questo spazio per dire “arigato gozaimasu” ai miei colleghi giapponesi, che sono stati molto ospitali e ci hanno aiutato a costruire un grande viaggio.
In questo momento ci stiamo muovendo verso Tokyo, e da lì ci sposteremo in Brasile, dall’altra parte del mondo.

A presto!
Il vostro Sascha