L’esperto chainflex: come scegliere il cavo per posa mobile più adatto

Simone Gadeschi, specialista dei cavi per posa mobile chainflex®, ci spiega il motivo per cui la scelta del giusto cavo in applicazioni in catena portacavi è così importante

Un dato di fatto è che le evoluzioni tecnologiche avanzano sempre più rapidamente e, allo stesso passo, le innovazioni e le prestazioni delle macchine vengono sempre più portate a limiti maggiori con conseguente necessità di libertà di movimento in macchina di potenza e segnali. Il metodo di selezione dei cavi per queste applicazioni in cui vengono stressati in movimenti continui e ripetitivi, quindi, è sicuramente un passaggio degno di considerazione.

L’esperto chainflexLa semplice costruzione dei cavi standard ( per posa fissa o mobile blanda si intende) non è adatta all’impiego in catena portacavi, poiché il cavo può danneggiarsi a causa della non idonea costruzione dei conduttori che, sottoposti a raggiature molto strette, finiscono per rompersi. Un altro problema comune nei cavi non progettati per questi impieghi dinamici, può essere l’effetto “cavatappi”, dovuto principalmente alla compressione dei conduttori più interni e trazione di quelli più esterni che, in assenza di una cordatura che consenta un’assorbimento di tali forze, portano poi il cavo ad assumere quella forma che ricorda appunto “il cavatappi”.

Come risolvere questi problemi?
Semplice: mettendo a disegno i cavi igus® chainflex® studiati per applicazioni in catena portacavi!
Conduttori composti da sottili fili di rame, ottimizzati per la massima flessibilità, riducono il rischio di indurimento e di frattura del trefolo anche, ad esempio, per i cavi motore dove grosse sezioni necessitano grandi portate in corrente, garantendone la flessibilità necessaria per il funzionamento in catena portacavi. Questi “speciali” conduttori, sono cordati con un passo ottimizzato e nei multipolari, dove possibile, a fasci. Ciò si traduce in una cordatura che si sviluppa, su tutta la lunghezza del cavo, come una trecciatura con un’alternanza dei conduttori che si muovono tra la parte esterna e quella interna del fascio in distanze molto brevi garantendo così uno smorzamento degli stress.

Le sollecitazioni di compressione e trazione, quindi, si annullano a vicenda riducendo in generale le forze presenti nel cavo e la sua usura. Ovviamente, un componente rilevante per prevenire la deformazione dei conduttori interni, è il rivestimento esterno che in un buon cavo per posa mobile per catena portacavi, viene realizzato estruso ad alta pressione a riempimento totale, anziché estruso a tubo! Dove richiesta una schermatura EMC, avremo uno schermo a treccia con angolo ottimizzato che impedirà l’eccessiva apertura di spazi scoperti durante la flessione.

“Siamo così sicuri della qualità dei nostri cavi chainflex® che, dati applicativi alla mano, siamo anche in grado di garantirne un numero minimo di cicli in catena portacavi. Vedrete cosa siamo in grado di proporVi con il nuovo Programma di Garanzia chainflex®! ” S.G.

I 10 consigli di Simone per la scelta del cavo giusto:

1. Siate sicuri, innanzitutto, che si tratti di un cavo per posa mobile per catena portacavi! Non volete sprecare né tempo, né denaro… Giusto?!

2. Il cavo deve essere idoneo per il raggio di curvatura della VOSTRA catena portacavi.

3. Definite la lunghezza della corsa. Più lunga è la corsa della catena, più alto sarà il livello di qualità del cavo necessario.

4. Siate chiari riguardo i dati di velocità e accelerazione della vostra applicazione. Maggiori dinamiche = maggiori stress meccanici = miglior qualità necessaria.

5. Abbiate chiaro l’ambiente di impiego del vostro cavo. L’esposizione a fattori come polveri, oli, sostanze chimiche o soluzioni, così come ad agenti atmosferici, escursioni termiche e raggi UV, richiede l’impiego di un rivestimento esterno estremamente compatibile.

6. Assicuratevi che la posa in catena portacavi sia stata eseguita correttamente al momento dell’installazione.

7. Assicuratevi che il cavo sia studiato per il numero di cicli di cui avete bisogno. Come fare? Cliccate al link per lo strumento igus® chainflex® Lifetime calculator: http://bit.ly/R4QqMv

8. Controllare che all’interno della catena portacavi ci sia sufficiente spazio, così come tra le utenze, utilizzando le appropriate separazioni interne laddove necessario

9. L’impiego di un appropriato fissacavi è essenziale! Facile con l’utilizzo dei pettini igus® oppure, nelle applicazioni più gravose, delle fascette fissacavo CFX.

10. Infine, ordinate da fornitori affidabili!

Avete domande per Simone, oppure volete suggerirgli l’argomento del prossimo post? Scrivete qui nei commenti!

Un lato diverso della Cina: Suzhou

igus fornisce prodotti di alta qualità che possono essere usati in un’ampia serie di applicazioni. Dall’industria dell’imballaggio, al settore tessile, all’automotive… e molti altri. Clienti da tutto il mondo si affidano ai prodotti igus®. Alcuni clienti, come un produttore di apparecchiature per test, li usano in macchinari molto speciali.

Questo cliente usa molti prodotti drylin®. Una delle sue macchine viene usata per testare l’usura di vari materiali da imballaggio. Il prodotto da testare viene fissato sulla macchina, e in seguito un piatto viene fatto passare sul materiale circa mille volte. Il movimento silenzioso del piatto è ottenuto grazie a drylin® N. Per maggiori informazioni riguardo drylin® N cliccate qui: http://www.igus.it/wpck/1969/drylin_n?C=IT&L=it

Another machine that relies on drylin® is a rubber testing machine. Drylin® W, that constitutes a preassembled system, moves the rubber that is going to be tested on its wear. For more information about drylin® W check:

Un’altra macchina che si affida a drylin® è usata per testare la gomma. drylin® W, un sistema preassemblato, fa muovere la gomma, che viene testata per le sue caratteristiche di usura. Per maggiori informazioni su drylin® W cliccate su: http://www.igus.it/wpck/1994/drylin_w

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Questo nostro cliente usa i prodotti igus® da più di dieci anni. Uno dei punti su cui i progettisti dell’azienda hanno insistito molto, parlando dei prodotti igus, è quello riguardante la loro affidabilità: finora non hanno ancora avuto nessun problema con essi.

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Nel corso di questo viaggio vi ho mostrato solo gli aspetti più moderni della Cina, ma è difficile trovare qualcosa di antico sulla costa est. Abbiamo avuto modo di visitare una città veramente antica solo nel viaggio di ritorno verso Shanghai. Per questo ho dovuto attendere fino ad adesso per mostrarvi un’altra faccia della Cina.
Suzhou ha più di 2500 anni di storia. E’ conosciuta anche come la Venezia dell’est, a causa dei molti canali che la attraversano e che ricordano un po’ l’originale italiano.

Sono rimasto affascinato dalle abitazioni tradizionali e dai ritmi di vita molto calmi degli abitanti di questa cittadina. Arrivando qui ci si sente quasi scaraventati nel passato, e la sensazione è ancora più strana se si pensa a quanto è vicina Shanghai, esattamente l’opposto di questo paese. Suzhou è stata una fantastica ultima tappa per il nostro viaggio in Cina.

Anche questo viaggio è arrivato al suo termine. Il tempo è corso in fretta, in questi giorni. Vi scrivo da Shanghai, città da cui partiremo presto per raggiungere la Corea del Sud. Devo salutare i colleghi cinesi, che mi hanno offerto una fantastica ospitalità e un supporto continuo. Devo salutare anche la nostra piccola auto, almeno per qualche giorno. E’ stato un grande viaggio!
Ci vediamo in Corea del Sud,

Il vostro Sascha

Finalmente a Pechino

Siamo finalmente arrivati a Pechino, la capitale e centro politico della Cina.

Piazza della Pace celeste (Tian an Men)

Pechino è un passaggio importante del nostro viaggio, perché da qui in poi lasceremo la zona costiera per addentrarci nel continente. Siamo arrivati in albergo tardi la sera, ma questo non ci ha impedito di svegliarci presto il giorno dopo per visitare i nostri amati clienti, la maggior parte dei quali hanno le loro aziende nella periferia della città. E’ difficile paragonare la periferia di Pechino con quella, ad esempio, di Colonia. Qui andare in periferia vuol dire guidare per almeno 1 ora partendo dal centro.
Uno dei nostri clienti, che abbiamo visitato accompagnati dalla nostra auto e dal camion, è uno specialista dei macchinari medicali.

Abbiamo così incontrato il signor Ma, ingegnere capo di questa azienda, che ci ha mostrato uno dei generatori di raggi X prodotti. I raggi X sono un tipo di radiazioni elettromagnetiche che permettono di visionare l’interno degli oggetti. Uno dei generatori di raggi X che vengono prodotti dall’azienda, ad esempio, è un apparecchio per effettuare mammografie.

I medici che usano questo macchinario hanno la possibilità di regolarla in modo da poter visionare solo la parte del corpo di loro interesse. E’ tutto automatizzato, ed è possibile far eseguire alla macchina tra tipi di movimento, uno dei quali è facilitato dall’uso di drylin® N.

drylin® muove il piano che riflette i raggi X in alto e in basso lungo l’asse y.

Il signor Ma ha sottolineato che il piano si muove in modo preciso e silenzioso. Sta lavorando per rendere più silenziose le sue macchine a raggi X, e si propone in futuro di usare drylin® ancora più frequentemente.

https://youtu.be/wU-6jVDYe60

E ora parliamo un po’ di Pechino. Da subito mi è risultata completamente differente da Shanghai. Certo ha meno abitanti di Shanghai, ma questo non dovrebbe fare molta differenza, visti i numeri in gioco (15 milioni contro 24 milioni di abitanti). Anche Pechino ha molti grattacieli, ma non sembra una vera e propria metropoli, e non regala le stesse sensazioni che si provano camminando nel canyon di palazzi altissimi di Shanghai. Questo probabilmente è dovuto al fatto che qui le strade sono molto più larghe, e a volte se ne trovano a sette corsie per ogni senso di marcia!

https://youtu.be/OmCbMYgOSKU

Nonostante questo, però, nei momenti più trafficati ci si muove molto lentamente. E il numero altissimo di auto per strada si porta dietro un inquinamento altissimo. Ieri, ad esempio, potevamo a malapena vedere le altre auto…

Pechino non ha lo spirito metropolitano di Shanghai, ma in compenso ha molti più palazzi storici. UNo di questi, forse il più famoso, è la Città Proibita, il palazzo imperiale delle dinastie Ming e Qing.

Anche se è davvero affollata è molto bella, e contiene al suo interno grandi piazze e bei giardini.

Abbiamo visto l’attrazione più famosa dell’India, il Taj Mahal, e ora abbiamo modo di visitare anche il monumento più famoso di tutta la Cina, la Grande Muraglia, in una sua sezione non troppo lontana da Pechino. Ripensandoci devo dire che non è stata proprio un’ottima idea. Per ripetere una domanda che mi sono fatto qualche giorno fa: che cosa ci si può aspettare quando si va a visitare il monumento più famoso del paese più affollato al mondo? Ancora un volta troppe persone.

In ogni caso è stato interessante, ed è impressionante sapere che questo è il monumento più grande al mondo, che in passato si estendeva per circa 8800km attraverso tutta la Cina. Oggi la maggior parte della Muraglia è distrutta, e solo alcune parti rimangono intatte (a proposito, la storia che la Muraglia è visibile dallo spazio è solo una leggenda: troppo sottile. Certo, non sono ancora stato nello spazio e non posso dirlo per certo – anzi, questa potrebbe essere una buona idea per il prossimo iglidur on tour! – ma mi fido di Google…).

Purtroppo non siamo stati in grado di trovare un punto migliore per fotografare la nostra auto insieme alla Muraglia. In ogni caso il momento è storico: iglidur® ha raggiunto la Grande Muraglia, e questo è quel che conta.

La prossima tappa del viaggio sarà a Luoyang, che si trova circa 800km a sud.

Continuate a leggermi!

Il vostro Sascha

Jinan – Tai’an – Pechino: qualcosa di croccante sotto i denti

Dal diario di Sascha

Da Jinan siamo andati a Tai’an, dove abbiamo visitato un cliente specializzato in macchine per etichette. Il signor Ji, che ha fondato la sua azienda circa quindici anni fa, ha conosciuto igus® solo di recente.
Cercava un modo per migliorare la qualità delle sue macchine, dato che ha intenzione di rivolgersi maggiormente al mercato estero. Uno degli svantaggi delle sue macchine era che necessitavano di lubrificazione continua. Un giorno ha provato a sostituire alcune boccole in metallo con boccole in iglidur® J.Il materiale autolubrificante di cui sono composte le nostre boccole gli ha permesso di evitare la lubrificazione. Quando abbiamo parlato con lui delle nostre soluzioni ci ha confessato di essere davvero sorpreso dalla durata dei prodotti igus®. E tra gli effetti collaterali positivi dell’uso delle nostre boccole c’è anche quello di ridurre la rumorosità delle sue macchine.
igus® gli ha reso più facile migliorare la qualità delle sue macchine, e oggi sta cercando di usare ancora più spesso i nostri prodotti. Tai’an è famosa per una montagna molto cara ai cinesi.Il Monte Tai è una è una delle montagne sacre al Taoismo a patrimonio dell’Unesco dal 1987. COn i suoi 1545 metri di altezza non è molto alto, ma in passato era ritenuto dai cinesi la montagna più alta del mondo. E’ un luogo sacro da 3000 anni, e per questo è molto famoso.
Ed essere la montagna più famosa nel paese più popolato del mondo significa una cosa: un grande numero di visitatori. Ci sono due modi per raggiungere la cima della montagna: o salendo i 6000 scalini scavati nella roccia, o con un comodo ascensore. Naturalmente, se avessimo avuto più tempo, avremmo scelto la scalinata. Ma sfortunatamente avendo a disposizione solo mezza giornata abbiamo deciso per l’ascensore. Non abbiamo potuto portare la piccola auto con noi, e quindi ci siamo accontentati di una dry-tech box: in questo modo iglidur® ha conquistato questa famosissima vetta.Sulla montagna ci sono molti turisti e alcuni bei templi. E la vista è magnifica!

Una delle cose che mi hanno stupito maggiormente è il cibo cinese. E’ leggero, saporito e molto vario. Qui si mangiano tante verdure, pollo e zuppe, ma anche alcune pietanze piuttosto particolari. Ad esempio i testicoli di montone, molto graditi agli uomini e che io non ho avuto il coraggio di provare. Ho provato però gli insetti, che nel nord della Cina sono piuttosto comuni. Non so bene che insetti ho mangiato, ma ho scoperto che non sono così male: è sorprendente quanto siano croccanti e quanto assomiglino alle patatine (ma non ho cambiato idea: preferirò sempre le patatine quando guardo un film sul divano!).Un buon pranzo è in genere il modo in cui finisce la maggior parte delle visite ai clienti. Molte aziende hanno un loro ristorante interno per gli incontri d’affari, e dopo una buona mezza giornata da un cliente capita spesso che siamo invitati a pranzo. Non so perché, ma tutti i clienti mi offrono una birra. Forse è perchè pensano che in Germania la beviamo sempre :).

E’ tutto per oggi, continuerò a tenervi informati nei prossimi giorni, quando visiteremo con la nostra auto Pechino e forse anche la Grande Muraglia.

A presto!
Il vostro Sascha

Qingdao – Jinan (400km): la nostra fiera itinerante

dal diario di Sascha

Oggi voglio mostrarvi più da vicino il camion che ci accompagna durante questo viaggio in Cina.

Credo ne valga la pena, perché attrae un sacco di visitatori, ed è un vero successo in combinazione con la nostra fedele auto. In sostanza si tratta di un normale camion modificato in modo da potersi trasformare in soli cinque minuti in una piccola fiera dove mostriamo un’ampia gamma di prodotti. E con l’occasione un breve video introduce ai partecipanti la filiale cinese di igus.

I visitatori ottengono ogni volta il “pacchetto completo” igus: sul camion possono vedere i nostri prodotti ma anche fare domande tecniche.

Ogni giorno dozzine di clienti ci forniscono i loro dati (e di sicuro non è solo perché ad ognuno regaliamo le famose tazze igus! 🙂 )

In genere, dopo la visita dello stand facciamo in modo che i visitatori conoscano meglio il progetto iglidur® on tour. Offriamo a tutti un giro in auto, e molti di quelli che ne vengono a conoscenza pensano che la nostra sia una bella idea, ma subito aggiungono che deve essere un’avventura difficoltosa attraversare il mondo con una piccola auto come questa.

Due giorni fa siamo arrivati con la nostra auto di fronte al Mar Giallo. Non avevo sentito parlare di Qingdao prima, ma ora ho scoperto che questa è una meta molto amata da turisti cinesi e del resto dell’Asia. Di sicuro la città sta crescendo in fretta, e lo si capisce dal numero di costruzioni in corso ovunque.

La città ha una bella spiaggia. Posso immaginare che in estate sia affollatissima, visto che anche in questo periodo dell’anno è piena di gente.

A Qingdao abbiamo incontrato uno dei fornitori che ci aiutano nell’allestimento delle fiere (a proposito, la strada principale della città non si chiama più “Marktstraße”, ma in qualche strano modo in cinese 😉 ).

Sascha Kurtenbach, nato a Colonia, vive a Qingdao da circa 10 anni. Nonostante parli cinese correntemente sa leggere solo 3500 caratteri della lingua, e questo non è sufficiente per leggere un giornale (in media un cinese conosce circa 5000 ideogrammi, e un professore universitario circa 10000).
Per me ogni parola sembra uguale all’altra, e posso immaginare che debba essere davvero difficile imparare questa lingua.

Nell’ultimo post avevo promesso che avrei presentato le persone che viaggiano con noi, e visto che ci siamo concentrati sul camion che porta in giro molti dei nostri prodotti, questa volta vorrei parlarvi di Wang, il suo autista.

Wang ha 35 anni ed è padre di due bambini. Viene dall’Henan, provincia in cui si trova un famoso tempio che visiteremo presto. Ha lavorato come autista di camion per anni, ma è la prima volta che vede un mezzo come il nostro. Grazie alla traduzione di un collega abbiamo avuto la sua opinione su questo viaggio: per lui partecipare al progetto è bello, perché gli permette di fare molto di più del semplice guidare. Quando il camion viene trasformato in uno spazio espositivo ci dà una mano nel montaggio, e intrattiene i clienti indirizzandoli a volte a parlare con un tecnico.

Dall’est della Cina è tutto per oggi. Come al solito vi terrò informati!

Il vostro Sascha

Shanghai – Qingdao (725km): un po’ di Germania in Cina

Dal diario di Sascha

Ancora non riesco a crederci: ce l’abbiamo fatta! E ora mi trovo seduto in auto, con la iglidur® car che mi precede sulla strada.

Lasciate che vi racconti cosa è successo in questi giorni. Martedì mattina siamo andati per uffici, per ritirare il nostro permesso di circolazione. Ma abbiamo trovato una brutta sorpresa: invece di consegnarcelo, un ufficiale di polizia ci ha informato che erano sorte alcune complicazioni. Per poter guidare la nostra piccola auto in giro per la Cina avevamo bisogno di un documento che può essere rilasciato solo dal Ministero dei Trasporti, a Pechino.

I nostri colleghi in Cina ci hanno dato una mano incredibile. I ragazzi di Pechino hanno trascorso tutto il loro tempo, dallo scorso martedì, negli uffici ministeriali della città, mentre a Shanghai, con l’aiuto della Germania, si lavorava duro per modificare i nostri documenti. Fino a venerdì mattina, però, non eravamo sicuri che avremmo ricevuto i permessi necessari. Fortunatamente, tutti questi sforzi sono stati efficaci, e ce l’abbiamo fatta!

Giusto in tempo per il viaggio. Il camion che ci permetterà di allestire delle piccole fiere mobili dai clienti che visiteremo, modificato usando prodotti iglidur®, era già in viaggio per Qingdao, e noi l’abbiamo seguito in serata. A causa dei problemi con i permessi non abbiamo potuto esplorare Shanghai, la città più grande della Cina (a proposito: Shanghai è una delle aree più densamente popolate al mondo, con più di 440 abitanti per chilometro quadrato). Ma almeno un giretto per il centro l’abbiamo fatto.

Stiamo per arrivare a Qingdao, che si trova sul Mar Giallo ed è tra i più importanti porti di mare della Cina. Con i suoi 8 milioni di abitanti è una città di medie dimensioni (quando ho spiegato ai miei compagni di viaggio che Berlino è la città più grande di Germania ed ha 3,5 milioni di abitanti, quasi si mettevano a ridere…). Qingdao è storicamente legata alla Germania, essendo stata una colonia tedesca fino al 1914. Nel 1903 venne costruita qui una birreria molto famosa, e anche se la città ora è totalmente cinese, la birra è sempre la stessa, e si chiama Tsingtao.
Forse è proprio per la presenza di una birreria tedesca che un fornitore tedesco di igus® Cina vive qui (o forse è solo una coincidenza!). In ogni caso, lo incontreremo questa sera.

Mi piacerebbe usare il blog per presentarvi brevemente le persone che lavorano con igus® e sono coinvolte in iglidur on tour. Partirò da Carte: 30 anni, è in igus® dal 2011 e lavora con i nostri clienti nel settore automotive. Forse sarà con noi lungo tutto il percorso in Cina, e sicuramente lo vedrete spesso. Quando gli ho chiesto che genere di sport gli piace, mi ha risposto: “Incontrare i clienti”. Beh, è interessante che qualcuno consideri le visite ai clienti una passione (o forse non mi sono spiegato bene!) 🙂 .

Nel prossimo post vi svelerò se la strada principale di Qingdao si chiama ancora “Marktstraße”.

A presto!

Il vostro Sascha

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