Cina: il giorno delle presentazioni!

dal diario di Sascha

Benvenuti nella terra dei dragoni! Ancora non ne ho visti, ma in compenso ho potuto ammirare un sacco di grattacieli, e in particolare la Shanghai tower, che con i suoi 630 metri di altezza è impressionante almeno quanto un dragone. Il mio primo pensiero, arrivato qui, è stato “Wow!”

Questa città è incredibilmente moderna. A partire dall’aeroporto, collegato da un’autostrada che è molto più moderna di qualsiasi autostrada abbia visto in Germania. Per il momento non posso dirvi molto altro della città, però: non ho ancora avuto modo di scoprirla, ma vi dirò qualcosa di più non appena l’avrò fatto. Aspettatevi un altro report prossimamente!
Quello che posso dire al momento è che il profilo dei grattacieli, che mi ricorda un po’ New York, è ancora più bello con una piccola auto arancione davanti…

A proposito dell’auto… Le formalità doganali sono state completate, ma stiamo ancora aspettando il permesso di circolazione. Nel frattempo ne abbiamo approfittato per riempire i vari serbatoi che avevamo dovuto svuotare all’aeroporto di Bangalore.

Durante il controllo, abbiamo purtroppo verificato che la trasmissione automatica del cambio non funziona più. E’ un problema fastidioso, ma non dovrebbe disturbare i nostri piani: l’auto è semiautomatica e possiamo azionare il cambio anche manualmente.

Abbiamo in programma un percorso di circa 6000km. Da Shanghai andremo a Pechino, e poi alla Grande Muraglia, e ritorno. Questo è il percorso di massima, ma naturalmente ci sono un sacco di altre città lungo il percorso, e avremo modo di vivere molte avventure in queste tre settimane in Cina.

Lunedì abbiamo tenuto una conferenza stampa, aperta da un discorso di James Mao, CEO di igus® Cina, e proseguita con gli interventi di Marc Poensgen (con una presentazione di iglidur® in generale), Fred Lu (che ha parlato di iglidur® nel settore automotive) e infine Dirk Tietz, che ha parlato del processo di trasformazione della nostra piccola auto. Dirk mi ha anche introdotto in qualità di autista e infine io ho parlato un po’ del viaggio in India e mi sono presentato.

Il programma della manifestazione si è concluso con un concerto di musica tradizionale cinese.

La conferenza stampa è stata un successo: erano presenti 57 giornalisti di 45 diversi giornali, e tutti erano impazienti di vedere dal vivo l’auto che percorrerà in lungo e in largo il paese nelle prossime tre settimane.

Anche senza la piccola auto, abbiamo visitato il primo cliente il giorno successivo. I nostri colleghi cinesi ci hanno fatto una bella sorpresa allestendo un camion per uno show in-house, e posso immaginare che la combinazione auto-camion sarà davvero impressionante!
Nel corso di mezza giornata abbiamo avuto modo di incontrare circa 250 persone solo alla Johnson Controls, un’azienda importante nel settore della produzione di componenti per auto (dai sedili alle batterie).

In questo momento sto andando all’ufficio di circolazione cinese e spero che oggi otterremo il permesso di circolare.
Il mio racconto finisce qui, ma non appena avrò modo di visitare la città e i dintorni vi racconterò meglio.

Il vostro Sascha

Il saluto di igus India!

Dal diario di Sascha

Il tempo passa davvero in fretta! Il nostro viaggio in India è già finito, ed è strano, dopo cinque settimane in questo paese, non sentire più il suono dei clacson sulle strade. Immagino che questa sarà una delle cose che mi rimarranno più impresse dell’India. 🙂
Ovviamente igus India ha organizzato una bella festa d’addio per iglidur®. Un giorno prima di consegnare la nostra auto alla dogana per i vari controlli, abbiamo partecipato a un evento di chiusura. Qui di seguito un breve racconto.

Tutto è cominciato con il concerto di un gruppo del sud dell’India, che ha accolto la star della serata assieme ai nostri colleghi, vari ospiti e giornalisti.

Poi è stata la volta di una serie di balli tradizionali…

…l’evento vero e proprio è cominciato. Per prima cosa è toccato ai vincitori del concorso manus. Ci sembrava giusto combinare la chiusura di questa parte del tour con le premiazioni.
L’oro e un premio in denaro di centomila rupie è andato ad Harshwardhan Gupta. Purtroppo il signor Gupta è scomparso proprio la notte prima dell’annuncio dei vincitori. A ritirare il premio per lui c’era sua figlia (sulla destra). Il premio è andato al progetto di perfezionamento di una macchina di taglio con l’uso di guide drylin® (Neubauplan Automation).
L’argento, assieme a settantacinquemila rupie, è andato a Punir Pansare, che lavora per Tata Motors ed ha visto riconosciuti i suoi sforzi nell’uso di iglidur® JVSM nel piantone dello sterzo per la riduzione della rumorosità (al centro).
Ultimo, ma non ultimo, Manhari Govankop di Mahindra & Mahindra, che ha ricevuto il bronzo e cinquantamila rupie per un’applicazione che usa igubal® WGRM su un trattore.

In seguito l’iniziativa make a difference, un network di volontari che aiuta i bambini che vivono in strada e negli orfanotrofi, ha ricevuto da igus Germania 4600€. Avevamo preventivato di percorrere 4200km, ma sono stati molti di più: 4600!! Anche igus India ha deciso di donare 100 rupie per ogni chilometro percorso dalla nostra auto. In totale abbiamo donato circa 10000€ che saranno utilizzati per assicurare una buona educazione scolastica a decine di bambini.

Il nostro tour non poteva iniziare in modo migliore grazie soprattutto alla straordinaria organizzazione del team di igus India.

Grazie ancora per la vostra ospitalità e il supporto che ci avete garantito. Mi sono sentito subito ben accolto a partire dal primo momento, e tornerò sicuramente a trovarvi.

La prossima tappa è Shanghai. Ci vediamo tra qualche giorno!

Il vostro Sascha

Dall’inizio alla fine…

Dal diario di Sascha

Gran finale per il viaggio in India: la nostra auto è andata a trovare le sue sorelle.

Circa cento persone ci hanno accolto all’arrivo al quartier generale indiano di Mercedes (dipartimento R&D).

La maggior parte degli impiegati sono rimasti a bocca aperta, quando abbiamo raccontato che la “loro” auto, equipaggiata con cuscinetti igus®, sta compiendo il giro del mondo.

Abbiamo visitato Mercedes di ritorno da Chennai, uno degli hub del settore automotive sulla costa est dell’India, nel corso della nostra ultima tappa nel paese. Immaginate di essere in una sauna in cui qualche milione di persone è al lavoro, con un’umidità del 100%. Ecco, ora avete un’idea approssimativa di come è Chennai.

Partendo da Bangalore alle cinque del mattino abbiamo avuto modo di guidare per cinque ore, di visitare alcuni clienti e di trovare qualche località fotogenica. In quest’ultimo viaggio mi sono preso un po’ di tempo libero e ho potuto visitare qualche bel posto.

Su una collina che domina l’intera città si trova una cattedrale. Circa duecento metri sotto la piazza che la ospita, da cui si ha una visuale incredibile della città e dell’aeroporto, c’è un posteggio, l’ultimo posto raggiungibile in auto, e per andare oltre bisogna avere un permesso speciale.
Abbiamo raggiunto perciò una chiesa alcuni chilometri più a sud, dove abbiamo incontrato il sacerdote che la gestisce. Il Reverendo Aeja lavora a stretto contatto con make a difference, un network di volontari che riceverà cento rupie per ogni chilometro che percorriamo. Non molto interessato ai cuscinetti in tecnopolimero, ma felice di sapere di come colleghiamo il nostro viaggio all’aiuto ai più piccoli, non solo ci ha dato il permesso di salire in auto fino alla cattedrale, ma ci ha anche accompagnato.

Il giorno dopo ci siamo svegliati nuovamente alle cinque. Essendo sulla costa est, volevamo prendere al volo l’occasione di fare una foto al sorgere del sole con iglidur®.

Sfortunatamente non abbiamo potuto portare l’auto abbastanza vicina all’acqua nel posto in cui ci trovavamo, e quindi abbiamo deciso di proseguire alcuni chilometri a ovest di Chennai, dove abbiamo visitato un piccolo villaggio di pescatori già pieno di vita a quell’ora del mattino.

E così abbiamo avuto l’occasione di dimostrare che i nostri cuscinetti possono resistere a caldo e umidità ma anche alla sabbia e all’acqua salata.

Era ancora molto presto quando siamo partiti per il secondo viaggio della giornata, in cerca di qualche zona tropicale. Un collega ci ha parlato di una collina da cui si poteva godere una vista straordinaria. All’inizio avevamo pensato di fermarci laggiù solo per qualche ora, ma poi il traffico l’ha avuta vinta: ci siamo fermati per la notte in albergo, e ne è valsa la pena.

Quasi non ci credo, che il nostro viaggio in India è già finito. Le ultime cinque settimane sono passate velocissime, e ora è arrivato il momento di salutare questo straordinario paese. Sull’aereo per la Germania ero seduto vicino a un uomo che è già stato in India cinque volte. Quando gli avevo chiesto del motivo, mi ha risposto con una sola frase: “Se vieni in India, ci torni per forza!”

Sono d’accordo. Tornerò di sicuro per ritrovare tutti gli amici che ho conosciuto qui, e per esplorare meglio questo paese, incredible India!

La prossima volta che vi scriverò sarò in Cina. Per ora mi prendo qualche giorno di pausa e vi saluto. Ci vediamo a Shanghai!

Il vostro Sascha

Pune-Bangalore (4000km)

Dal diario di Sascha

Ci troviamo al momento a Bangalore, dove ha sede igus® India. Siamo arrivati qui direttamente da Pune, percorrendo la strada più lunga finora, e in tutto ci abbiamo impiegato 17 ore.

Bangalore è la capitale dello stato di Karnataka, con i suoi 8,4 milioni di abitanti la terza città più popolosa dell’India (dopo Delhi e Bombay), ed è considerata la Silicon Valley del paese. Nonostante si trovi più a sud di Pune, il clima qui è più fresco (si raggiungono i 30 gradi, e il sole è sufficientemente forte da permettere qualche bella insolazione!).
Il giorno successivo al nostro arrivo era un sabato, quindi abbiamo deciso di prendercela un po’ comoda collezionando solo cinque visite a vari clienti, tra cui Dynaspede.

Questa azienda produce componenti elettromeccanici e macchine per industrie di vari tipi. Abbiamo avuto la possibilità di vedere una macchina per il test dei motori disegnata per un importante produttore di auto indiano. Questa macchina permette di analizzare le performance dei motori.

Una delle esigenze a cui rispondere è quella del fissaggio e della movimentazione dei motori, e per questo i motori vengono fissati su alberi con boccole. In passato le boccole usate erano di THK, un’azienda giapponese, ma dati i problemi incontrati con i graffi che segnavano gli alberi, hanno dovuto cambiare. I segni si presentavano a causa dell’eccessiva frizione tra albero e cuscinetto, e per diminuire il problema era necessario procedere a continue lubrificazioni e usare alberi più duri. In seguito i manicotti sono stati sostituiti con i nostri drylin® R FJUM-01-30 flangiati (se volete vedere un’immagine di questo prodotto cliccate qui: drylin® R flangiati).

Oggi igus® fornisce all’azienda sia alberi che manicotti, e questo ha permesso di diminuire il lavoro amministrativo correlato, e di conseguenza i costi di gestione. Date le caratteristiche di autolubrificazione dei nostri prodotti siamo riusciti a risolvere anche i problemi di segnatura delle barre. In questo modo anche il sovrapprezzo per l’acquisto di barre in materiali speciali e le procedure e i costi di lubrificazione sono evitati.

Nella foto è possibile vedere un albero collegato alla leva del cambio del motore e guidato da iglidur® J, caratterizzato da bassa usura e bassi coefficienti di attrito.

Abbiamo anche potuto vedere alcune nostre e-chain® utilizzate per la guida e la protezione di cavi in movimento: la maggior parte delle loro macchine sono equipaggiate con questi nostri prodotti.

Gli ultimi giorni sono stati completamente dedicati ai nostri clienti, e abbiamo percorso davvero tanti chilometri: ne abbiamo fatti almeno altri 1000, visitando 25 aziende grandi e piccole. Ieri ho fatto un rapido calcolo della strada percorsa: sono circa 4000! E dovremo fare all’incirca altri 700 chilometri per arrivare a Chennai, l’altra capitale automobilistica dell’India.
E’ anche per questo che non posso dirvi molto su questa parte del viaggio. Nessuna spiaggia, né deserti o foreste tropicali, ma semplicemente autostrade in ottime condizioni. E non posso dirvi molto nemmeno di Bangalore, se non che sembra una città bella e moderna.

Nei prossimi giorni vi racconterò di più riguardo al viaggio: avremo un po’ di tempo libero a Chennai, e potremo scoprire la città e visitare alcune località turistiche.
Come sempre vi terrò aggiornati,

il vostro Sascha

Daman – Bombay – Pune

Dal diario di Sascha

Di cliente in cliente, dal deserto vicino a Pushkar alle spiagge di Daman. Abbiamo già percorso circa 1700km da nord a sud, e ho l’impressione che ogni 100 chilometri il cibo cambi. A dirla tutta, non so bene cosa sto mangiando (non importa finchè lo mangiano anche i miei colleghi ed è buono. Ed è tutto veramente buono!). C’è una varietà così ampia di cibi, che ogni giorno mi trovo nel piatto qualcosa di diverso, o almeno questa è la mia impressione… E assieme ai piatti, anche i linguaggi cambiano ogni qualche centinaio di chilometri. Non parlo di accenti, ma del fatto che il mio collega di Delhi non è in grado di capire la gente che abita qualche centinaio di chilometri più a sud. Scendendo nel subcontinente stiamo sperimentando grandi cambiamenti nella fauna e nel clima. Prima più secco (certo, eravamo vicini al deserto) e poi tropicale, con palme che spuntano dappertutto e moltissimo verde.

Al momento stiamo andando a conoscere un cliente a Pune, il distretto automobilistico per eccellenza dell’India, oltre che uno dei centri educativi più importanti del paese. L’Università di Pune ha il secondo maggior numero di facoltà in India, 811 in totale. Sì, 811! Secondo Wikipedia, stiamo parlando di quasi 500.000 studenti. Per avere un’idea dell’ordine di grandezza, in Germania ci sono circa 2500000 studenti (2012/2013)! Pune è famosa in particolare per le sue facoltà di ingegneria, ed è anche per questo che i maggiori produttori di automobili hanno stabilimenti qui: Mercedes, Tata, VW… A proposito, voglio suggerire a Mercedes di lanciare il modello di auto che stiamo usando anche qui in India. In tantissimi ci hanno chiesto il prezzo dell’auto e si sono offerti di comprarla. Ho sempre l’impressione di essere una specie di trend setter, e che presto tutti qui avranno una piccola auto arancione.

Ok, ora parliamo degli ultimi giorni, e vi voglio raccontare ancora di uno dei nostri clienti che si trovava dalle parti di Ahmedabad. Non scriverò molto, questa volta, perché ho molti bei video da mostrarvi.

L’azienda si chiama PWS, ed ha 100 anni di storia. Con i suoi circa 100 impiegati è un’azienda di medie dimensioni, ma nonostante questo è leader nel mercato delle macchine per gelati. Lasciata Ahmedabad, la troviamo nei sobborghi, accanto ad un hotel a cinque stelle. Da una prima impressione è difficile immaginare che una compagnia hi-tech come questa stia dentro al vecchio edificio che ci troviamo davanti.

Lavorando nell’industria alimentare, i prodotti utilizzati per la fabbricazione devono essere tutti anti-corrosione, e dato che le macchine devono essere pulite con regolarità, devono essere resistenti a prodotti chimici.
igus fornisce per questo i manicotti con sede in acciaio inox RJUM (se non avete idea di cosa sto parlando, date un’occhiata a questa pagina: http://www.igus.it/wpck/3404/RJUM_01_ES), che si sono dimostrati perfetti per rispondere alle esigenze di resistenza alla corrosione e agli agenti chimici. Un altro vantaggio che presentano è quello di essere facili da montare e privi di manutenzione. Ne parla così il signor Nishit, direttore di PWS:

In queste macchine i manicotti JUM permettono il movimento verticale per lo spostamento dei contenitori. Ecco qui qualche spiegazione:

Da Ahmedabad abbiamo poi preso l’autostrada per Daman, percorrendo in totale 400km in un tempo che sembrava infinito a causa del traffico trovato lungo il percorso. E’ stato un passaggio importante per me, perché segnava la metà del nostro viaggio in India. Il giorno dopo, una domenica, l’abbiamo usato per fare qualche foto e video sulla spiaggia.

Alla spiaggia ci siamo separati per trovare qualche scenario fotogenico.

Ma di ritorno dai miei colleghi, mi sono trovato di fronte ad una scena stranissima: uno dei nostri autisti aveva avuto la pessima idea di parcheggiare la sua auto (a proposito, le Innova sono auto molto grandi) non sulla strada ma sulla sabbia. Come si fa a tirare un’auto del peso di varie tonnellate fuori dalla sabbia? Solo unendo le forze!

Dopo vari tentativi ce l’abbiamo fatta! Abbiamo potuto liberare la nostra auto pilota e continuare il viaggio.

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La tappa successiva è stata a Bombay. Lungo il tragitto abbiamo incontrato paesaggi incredibili. Un’autostrada modernissima ci ha condotto attraverso steppe, giungle tropicali con montagne sullo sfondo e villaggi tradizionali accanto alla strada. Semplicemente fantastico.

Ma ci siamo fermati a Bombay troppo poco. La maggior parte degli europei conoscono questa città solo grazie al famoso film “The Millionaire”. Purtroppo non ho avuto tempo di girare la città: siamo arrivati in città molto tardi e il giorno dopo siamo dovuti partire subito per Pune. Ma a prima vista mi è sembrata una città nel pieno della sua crescita economica, piena di edifici moderni e grattacieli. In seguito ho saputo che Bombay è la città più importante dell’India dal punto di vista economico.

Sto scrivendo questo post da Pune. Domani viaggeremo fino a Bangalore per 800km, e questa sarà la fine del viaggio. Da lì andremo solo a Chennai, e poi il ritorno.

Come al solito vi terrò aggiornati!
Il vostro Sascha

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